Sessanta anni fa Nicotera si candida al mondo quale il centro mondiale della dieta mediterranea

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“Il lavoro iniziò nel 1957 e si concluse alla fine del 1959, la conferenza stampa è avvenuta al Jolly hotel di Gioia Tauro nel 1960”. Inizia così un articolo di stampa di questo periodo   che racconta il biennio dello studio di quella che passò alla storia del mangiare sano per vivere sani a cura dell’epidemiologo, nutrizionista e fisiologo americano Ancel Keys, l’inventore della razione “K” per i soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale.  Lo studioso era giunto a Nicotera con la sua équipe composta da ricercatori di fama mondiale quali Mario Mancini, docente dell’università napoletana, e il prof. D. White, grande cardiologo americano. È stato così realizzato uno studio per conoscere e analizzare ciò che mangiavano i cittadini di Nicotera in quel periodo (cosa, come, dove, quando): cereali, frutta, verdura, insalata, olio di oliva, vino locale, pasta, pane, riso; la carne e il pesce, nel dopoguerra calabrese, erano un lusso; poche uova, formaggio, latte prodotto sempre localmente: ricette genuine preparate dalla madre di famiglia che lavorava, accudiva la casa e i figli e cucinava, come le era stato insegnato a sua volta da sua madre; cultura casalinga con ricette fatte ad hoc con cibi puliti, non inquinati, non sofisticati, non biologicamente modificati. Nel settembre del 1957, proprio da Nicotera, in seguito ad un progetto mirato a comprendere la longevità della gente del meridione d’Italia rispetto a quanti vivevano nella terra del benessere e dell’abbondanza che era l’America di quegli anni. A Nicotera, per quella casualità successa presso l’Università di Napoli dove ebbe modo di conoscere uno studente in medicina nicoterese, stabilirà il suo quartiere generale e proprio qui inizierà lo studio in un intenso biennio per comprendere il tipo di alimentazione, lo stile di vita e la scarsa incidenza di malattie cardio-vascolari, cronico-degenerative e tumorali. A Nicotera nasceva, quindi, nel settembre del 1957, la dieta mediterranea di riferimento che diede vita a quella educazione alimentare che fece entrare il piacere della tavola in termini di consapevolezza delle quantità dei prodotti, frequenza e consumo dei cibi. Furono studiati dall’équipe di Keys composta dai più illustri studiosi medici del tempo, specialmente in cardiologia, 607 uomini e altrettante donne i cui risultati mostrarono solo 4 casi di infarto del miocardio e solo 3 di diabete mellito. Furono presi in esami contadini e pescatori che mangiavano basalmente vegetariano specialmente pane integrale, frutta, pomodori freschi, cipolla e verdura con grande consumo di pesce azzurro, scarso era il consumo di carne quasi esclusivamente quella di maiale. In termini dosali furono determinate 13/15% di proteine, 25/30% di grassi, 55/60% di carboidrati. Nicotera esattamente sessanta anni fa si candidava nel mondo a diventare la città della dieta mediterranea nel segno di tutta una componente fatta di clima, fattori comportamentale, tipologia della cucina che aprì in seguito gli studi di raffronto con le sette nazioni che confermarono la metodologia applicata da Keys a Nicotera che divenne la terra della salute. Un agire scientifico che ha portato al suo riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dall’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Pino Cinquegrana
Antropologo