Le città viventi di Christian Leperino

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Nasce nel cuore di Milano, Other Size Gallery, he ha aperto con una mostra personale di Christian Leperino dal titolo Babel. Lo spazio espositivo si colloca all’interno del concept Workness, contesto multidisciplinare che in un’atmosfera elegante e cosmopolita coniuga un raffinato bistrot, un angolo bar-libreria dove ascoltare anche musica dal vivo e, appunto, tanta arte contemporanea. Other Size Gallery è uno spazio in cui la cultura contemporanea si esprime attraverso le molteplici espressioni dell’arte, dalla performance alla pittura, dalla scultura alla fotografia. Durante il primo anno di attività sarà marcato il legame con particolari realtà artistiche territoriali, nazionali ed internazionali, talvolta anche periferiche, che verranno raccordate all’interno della galleria per metterne in evidenza l’attività di ricerca e sperimentazione locale in un luogo strategico e internazionale come Milano. A tal fine saranno presentati esposizioni, talk e incontri anche in collaborazione con curatori che da anni operano nelle articolate regioni della nostra penisola e non solo. Personalmente ho seguito Christian Leperino con grande interesse, fin dalle sue prime produzioni artistiche, riscontrando in lui una grande carica poetica e una particolare forza espressiva. Ho avuto il piacere di confrontarmi con lui a Napoli, una realtà che l’artista sente particolarmente viva nella sua complessità, perché in essa si condensa una condizione emblematica della post modernità.  Fondamentale è sempre stato per l’artista il rapporto con la sua città e con la dimensione urbana in generale portandolo a produrre la serie di opere su PVC di grandi dimensioni, i Cityscape, visibili nel nuovo spazio milanese: vertiginose prospettive metropolitane che raccontano gli umori, le luci e le atmosfere della periferia industriale di Napoli con i tetti delle raffinerie, le cisterne ossidate, i muri di cemento segnati, le sopraelevate. “Nella mia ricerca artistica – spiega Leperino – è sempre stato centrale il tema della metropoli e il rapporto tra forma dei luoghi e condizione umana. La rappresentazione del paesaggio urbano s’intreccia per me fortemente con la riflessione sul tempo, sulle trasformazioni delle città e sui destini degli individui che le abitano”. Ed è proprio a questi ultimi che è dedicata l’installazione Faces – anch’essa esposta a Milano – composta da una serie di ritratti a china su carta: sono i volti che attraversano le periferie e che di esse condividono gli umori, i colori, la trama sottile. In mostra, i dipinti e le carte dialogano con alcune sculture, realizzate appositamente per questa occasione, dal titolo Babel, caratterizzate da un forte sviluppo verticale e da un’accentuata sintesi formale: “torri-città” che s’inerpicano verso l’alto e sulle quali proliferano le sagome scarnificate di alti edifici, strade, cavalcavia, cisterne. Una rappresentazione della metropoli che interseca i temi della crescita incontrollata e dello “svuotamento” urbano, dell’incertezza collettiva e della necessità di immaginare modelli di sviluppo diversi. Leperino ha sempre concepito la pittura e la scultura, ma sarebbe meglio dire, l’evento artistico, come interattivo, in una dialettica, in una scambievolezza, che gli ha permesso una grande adattabilità, in sincronia con i nuovi linguaggi della città, intesa come organismo dinamico, “vivente”, nella sua storicità e nella sua attualità.

Pasquale Lettieri