La verità sulle occupazioni abusive delle case Aler

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Sulle cronache leggiamo puntualmente grandi proclami per combattere le occupazioni abusive. È una questione che riguarda tre aspetti principali: degrado, sicurezza e tutela dei 200mila cittadini che abitano nelle case popolari.
Parliamo dei numeri.
Fino al 2011, quando a Milano governava il centrodestra, le occupazioni abusive erano inferiori alle 2.000 unità (un numero fisiologico, rispetto alla totalità delle case).

Si era creato un contesto positivo. Forza Italia, movimento trainante del centrodestra anche alle ultime elezioni, ha sempre ritenuto un punto fondamentale della sua azione combattere le occupazioni abusive delle case popolari: è un tema “nostro”.
Nel 2011/2012 (primo anno del PD al governo di Milano) era continuato questo trascinamento positivo della lotta alle occupazioni abusive.
Una serie di messaggi negativi, come “occupare non è un reato” (dichiarazione dell’Assessore alla Casa) ha poi invertito la tendenza. Le occupazioni così sono andate sempre crescendo, fino a superare le 3.000 case occupate.

Consideriamo gli sgomberi programmati del 2016, sono stati 132, di cui 103 effettivamente eseguiti.
Le case occupate abusivamente sono 3.263. Procedendo con questo ritmo, ci vorrebbero più di 30 anni per liberare tutte le case. Di più, solo per tornare ai livelli del 2011/2012 servirebbero circa 10 anni.
A chi spetta la responsabilità?
Aler ha compiti di gestione e manutenzione delle case.
Il Comune fino a oggi (ora nuova legge) si è occupato delle assegnazioni e soprattutto è l’attore principale al tavolo della sicurezza presso la Prefettura.
Aler, da parte sua, ha attivato un nucleo operativo di controllo e segnalazione, ma non può decidere ed effettuare sgomberi da sola. L’Azienda sta facendo il possibile nell’ambito delle sue competenze.

È evidente, anche in questo caso, il cambio di tendenza, se prima si evitava l’occupazione di nuovi alloggi nel 90% dei casi, oggi la percentuale di successo è scesa al 62%.
Ma le occupazioni abusive delle case popolari, sono “gestite” dalle singole persone che occupano?
No. C’è un racket delle occupazioni abusive, legato a organizzazioni criminali.
Un caso emblematico è San Siro, ma tutti i nostri quartieri storici sono “vittime” di questo racket.

Lo chiediamo da più di un anno: serve una task force della Polizia Locale su disposizione di Palazzo Marino.
La Questura interviene, nei limiti della disponibilità di uomini e mezzi.
Il Comune SE VUOLE può aiutare: oltre agli interventi “ordinari”, ci sono circa 4.000 agenti della Polizia Locale a Milano, se ne potrebbero impiegare subito 100 per il controllo dei quartieri, casa per casa.
Per combattere le occupazioni abusive delle case popolari, ci vuole volontà politica.
Fino a oggi il PD non ha voluto, speriamo nel futuro.