La crisi e le risorse. Due insolite alleate

Alcune cause della crisi ! Soluzioni possibili !
La crisi e le risorse…due insolite alleate .
Le mie riflessioni , in questo articolo, sono dedicate alla avvocatura di cui constato una grande depressione e un grande impoverimento . Si ascolta ogni giorno un pianto come e invece di essere felici di svolgere la nostra professione ,sembra di essere ad un funerale .
Dopo la seconda guerra mondiale fino agli anni sessanta l’avvocato è un notabile della società , molto accreditato con una cultura classica che usa nell’arringa e negli scritti citazioni letterarie ,brocardi latini …come Carnelutti . La difesa era improntata a creare la scena , e si impossessava del processo imprimendogli la personalità del difensore L’avvocato era un individualista radicale ,aveva uno studio monocratico dove lui e lui solo era il sovrano . Negli anni settanta questo modello entra in crisi e diede spazio al tecnicismo giuridico che si impossessa del processo .

La burocratizzazione della macchina giudiziaria , pero’ ha reso difficile una evoluzione positiva della professione all’interno del processo ,infatti la pressante richiesta di sintesi nella esposizione ,la fretta del giudicante ha condotto di fatto l’avvocato alla esclusione dalla “comunità di giuristi “ che dava al professionista una posizione di preminenza o almeno di parità all’interno del processo . Il lamento era allora che l’avvocato, così mi raccontava il mio dominus, aveva perso il prestigio e che il rapporto con i giudici non era soddisfacente .Molti già allora dicevano che era preferibile lasciare la professione in cambio di un lavoro dipendente con garanzie e meno pensieri e responsabilità .Il boom economico degli anni sessanta pero’ fece rifiorire la professione ,in quanto la domanda sociale era esplosa in seguito anche al tenore di vita delle persone che avevano un tenore di vita elevato e stavano abituandosi agli agi dello sviluppo industriale, iniziato dopo pochi anni dalla guerra. Il miglioramento delle condizioni economiche , fece obliare un po’ la perdita di prestigio sociale e soprattutto la perdita di potere politico da parte della categoria .
Negli anni ottanta inizia un nuovo declino in quanto in America nascono le prime associazioni professionali, il modello americano inizia a mettere seriamente in crisi l’avvocato monocommittente italiano che ha ignorato il mutamento del mercato . La nascita delle industrie ha iniziato già da allora a chiedere servizi veloci ed efficienti dovuti al mutamento del costume sociale e l’avvocato mono-committente italiano , non era e non è in grado di dare servizi veloci ed efficienti anche per la elefantiaca macchina giudiziaria, che è paralizzata . Tutto cio’ ha condotto ad una perdita di una buona fetta di clienti che è trasmigrata verso altre categorie professionali che potevano offrire servizi piu’ veloci ed efficienti . La crisi economica del 2008 ha poi dato il colpo finale ,occorre dare alla categoria con un serio intervento istituzionale ,che deve accompagnare con dolcezza il cambiamento , e che deve cedere fette di mercato alla categoria ampliando le materie e le modalità con cui possono essere trattate le liti ,che non sia solo quella di ricorrere in tribunale che è la parte piu’ ostica e piu’ difficile attualmente . Altro aspetto che ha acuito la situazione tragica in cui versa la categoria, è stato l’accesso indiscriminato alla professione di individui che non volevano affatto fare l’avvocato, che non avevano altre alternative, e hanno pensato che riversarsi sulla professione ,fosse l’unica alternativa lavorativa .
A tutto cio’ si è aggiunta l’informatizzazione della professione che porterà se non sarà supportata e accompagnata, la morte dell’avvocatura . Ho letto pochi giorni fa una grande “buffonata “ nel decreto 2018 sulle tariffe … il quale recita che le modalità di deposito telematico di un atto …possono indurre il giudice, solo per la loro piu’ facile consultabilità, all’aumento della parcella . Una ennesima farsa all’Italiana che ci vede protagonisti silenti e supini ad un sistema che ci sta schiacciando ; la cosa piu’ grave è che non tutti ne sono consapevoli .
Ho solo toccato alcuni punti cardine della crisi dell’avvocatura in Italia .Dobbiamo svegliarci e prendere piena coscienza di cio’ che ci è accaduto e di cio’ che puo’ accadere se vogliamo che questa professione abbia un futuro . Pena l’estinzione .
Le risorse ci sono, solo la buona politica le puo’ mettere a disposizione, e la soluzione sta nel rendere la crisi e le risorse due insolite alleate , per risolvere definitivamente la grave situazione in cui versa l’avvocatura Italiana.

Avv. Anna Mondola
Dirigente Nazionale Nuova Avvocatura Democratica