IL TECNOLOGO ALIMENTARE, PROFESSIONE FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL SETTORE AGRO-ALIMENTARE

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Le tecnologie alimentari, dalla metà del secolo scorso ad oggi, si sono rivelate fattore di innovazione, essenziali al bisogno di diversificazione sociale e produttiva, per diventare disciplina di formazione professionale, in una società sempre più moderna e tecnologica.

Soddisfare i bisogni delle attuali generazioni facendo attenzione a non compromettere questa vitale possibilità alle future generazioni impone di agire costruendo condizioni di sostenibilità simultaneamente in tre ambiti: etico/sociale, economico/ finanziario e ambientale.

Il Tecnologo Alimentare è un professionista abilitato che presenta competenze di tipo tecnico, legislativo e gestionale nel settore agro-alimentare. che si inserisce nelle diverse filiere produttive per assumere, tra l’altro, la responsabilità nella conduzione e nel controllo dei processi di trasformazione, nella progettazione di nuovi alimenti nonché nell’analisi degli aspetti economici, socio-culturali e ambientali delle filiere stesse, al fine di gestire la complessità dei sistemi agro-alimentari. La sostenibilità alimentare trova i suoi principi cardine all’interno di queste tre macroaree ed è ad esse che bisogna riferirsi affrontando, ad esempio, la food safety e la food security, la nutrizione e la salute, il benessere animale, il commercio equosolidale, così come nel progettare filiere produttive e interventi connessi al territorio. Solo condividendo questo principio tra tutti gli operatori del sistema agroalimentare, si potrà convergere verso una base conoscitiva e un linguaggio condivisi, una pre-condizione indispensabile per realizzare una piena sostenibilità agroalimentare. In questo scenario di condivisione, il coinvolgimento, l’informazione e l’educazione al cibo e all’alimentazione dei cittadini assumono un compito essenziale. La crescita della consapevolezza dei valori legati agli alimenti e il loro consumo passa attraverso la loro conoscenza. Educazione alimentare non vuol dire solo saper scegliere “il tipo di carburante da ingerire per dare energia al nostro corpo” ma soprattutto conoscere la provenienza e le modalità con cui una materia prima viene trasformata in prodotto finito. Per questo l’alimento deve essere individuato anche in relazione ad un processo produttivo rispettoso dell’ambiente, dell’etica sociale, e del suo legame con il territorio.

Tutto ciò affinché la conoscenza del cibo e degli alimenti e dei tanti valori ad essi associati porti ad una maturazione del singolo e della collettività, e quindi del mercato, dove il prodotto alimentare viene “comprato” – termine derivante dalla stessa radice etimologica di “comparare” – e non solo consumato. Una capacità di “comperare” in base al processo produttivo, al grado di rispetto dell’ambiente e del suo legame con il territorio, dell’etica sociale, della sua storia, oltre che per le caratteristiche organolettiche e nutrizionali, con la consapevolezza di come occorra conservarlo e manipolarlo secondo buona prassi igienica a garanzia della sicurezza nel suo consumo e del benessere che apporta al proprio organismo.

L’educazione alimentare, la salvaguardia della biodiversità, delle produzioni tradizionali collegate e della promozione di modelli alimentari rispettosi dell’ambiente e dell’identità culturale sono punti cardine.

I Tecnologi Alimentari, sono sempre più i protagonisti della sostenibilità agroalimentare poiché il loro bagaglio di conoscenze rappresenta un contributo determinante per gestire e arricchire di contenuti quei percorsi educativi volti alla promozione della cultura alimentare c per contribuire a progettare, realizzare e gestire sistemi produttivi e linee di prodotti che rispondano ai criteri di responsabilità sociale, ambientale ed economica.


Salvatore Velotto
Presidente Ordine dei Tecnologi
Alimentari di Campania e Lazio