Il Consulente finanziario 2.0

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In momenti di mercato come questi, così come in passato, i risparmiatori  possono commettere errori nelle scelte di investimento dovuti soprattutto all’emotività e all’incapacità di avere un orizzonte di lungo periodo. I margini di
errore possono essere ridotti affidandosi a consulenti capaci di indirizzare i propri clienti nella giusta direzione. Possiamo identificare i quattro maggiori errori che i risparmiatori commettono in un contesto di mercato volatile:
1. Decisioni dettate dall’emotività e non dalla razionalità
2. Orizzonte di breve periodo
3. Mancanza di un piano finanziario
4. Obiettivi d’investimento non chiari o assenti

La consulenza finanziaria può in tal modo dare del valore aggiunto, ed un professionista capace può offrire un servizio ed una pianificazione finanziaria ai propri clienti in modo tale da ridurre il margine di errore nelle scelte. L’attività di coaching all’investitore diventa pertanto sempre più importante. Sappiamo tutti che la gestione del denaro è una questione molto legata alla sfera personale ed emotiva di ognuno di noi e l’istinto e l’emotività possono sicuramente portare a decisioni di investimento irrazionali.
Questo tema dovrebbe essere ben chiaro al bravo consulente che dovrà dimostrare il suo valore oltre che dalla costruzione del portafoglio anche dalla comprensione degli obiettivi e dal profilo di rischio del cliente. Il concetto di rischio è oggi un elemento centrale del rapporto con il cliente, alcune volte più importante dell’obiettivo di investimento.
Oggi il classico portafoglio composto da azioni ed obbligazioni non è più sufficiente per raggiungere gli obiettivi di rendimento e per bilanciare i rischi. Bisogna pertanto trovare un giusto equilibrio ed una adeguata diversificazione.
Ed è per questo che una analisi basata sul rischio sta diventando sempre più importante nella selezione degli investimenti. Rispetto a qualche anno fa, si sono sviluppate nuove tecniche di diversificazione che hanno portato i consulenti ed i gestori a rivedere il ruolo degli alternativi e il mix tra investimenti attivi e passivi all’interno delle varie strategie di portafoglio (materie prime, real estate, future e derivati). Stiamo inoltre assistendo alla nascita di nuove figure di gestione e di clienti (robo-advisor, Millennial, Baby Boomer).
Per concludere, la consulenza finanziaria 2.0 non si può più limitare alla mera costruzione del portafoglio. Oggi, più che mai, i cambiamenti imposti dal contesto di mercato, dall’emergere di nuove tendenze e nuove necessità, impongono al consulente un nuovo ruolo e nuove competenze (fiscali, legali, di pianificazione successoria ed in generale di wealth planning). E’ arrivato il momento per il consulente che vuole emergere e differenziarsi dagli altri, di dimostrare il suo valore e dare una consulenza che sappia abbracciare diversi aspetti ed esigenze della vita del cliente.
Giovanni Maiorano
Azimut Wealth Management
giovanni.maiorano@azinvestimenti.it