“I have a dream”: il sogno di Valerio Chiesa

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“I have a dream” pensò una notte, “una delle tante notti strane di una mente strana come la mia”. Svegliò i genitori che erano le 2 per illustrarlo e renderli partecipi. “Ma non ce lo potevi dire domattina?” E così, Valerio Chiesa, noto per le prelibatezze che dallo storico negozio dei suoi genitori al Mercato spedisce già da anni in tutto il mondo , dove nobili e potenti sanno come un palato si tratta bene, è partito come un rullo compressore. E ha aperto un nuovo laboratorio “a vista” per dare una marcia in più a quella bottega artigiana di pasta che da 50 anni ha la sua naturale sede al Mercato delle Vettovaglie. Trucco rifatto, ambiente sobrio e moderno, dove trovano alloggio la rivendita al dettaglio, il tradizionale laboratorio, ma dove presto (in febbraio) partiranno anche corsi di cucina per erudire casalinghe ed appassionati, insegnando loro tecniche e trucchi, ma anche l’arte del ricevere, supportati da grandi chef toscani guidati da Paola Picchi, figlia di Leo e nipote del grande Armandino che porta in dote la sua esperienza di catering di alto livello con il suo “Momenti conviviali”.

A presenziare alla cerimonia di inaugurazione, il vescovo Simone Giusti che poco prima si chiedeva come mai si fosse preparato il classico nastro tricolore per la cerimonia del taglio, e non si fosse invece provveduto a farlo più a tema con delle tagliatelle coi colori della bandiera. E subito dopo, l’idea di portare il mastro pastaio a Mosca. «La settimana scorsa è venuta una delegazione dell’Università di Mosca, rinsaldando il legame culturale, sociale, ecclesiale, partito ai tempi di Monsignor Ablondi. Hanno assaggiato i prodotti di Chiesa e sono rimasti stupefatti di tanta bontà. Lo vogliono a Mosca e io ce lo porto per dimostrare ad altri come si mangia bene a Livorno»

Giusti è un fiume in piena. E prosegue. «Abbiamo di fronte un imprenditore che ha creduto e crede nel suo lavoro e che crea opportunità per gli altri. Sono sempre vicino ai lavoratori, vorrei che il commercio riprendesse quota in questa città. Sono preoccupato per Villa Tirrena, sono contento che i bacini di carenaggio si siano sbloccati ma ora voglio le assunzioni. Solo così alla gente potrà tornare il sorriso».

Tante persone intervenute, molti amici, tantissimi clienti affezionati, altrettanti curiosi, ma anche personaggi conosciuti. Come Giovanni Rana, uno che è partito dal nulla e che ora ha sette stabilimenti e migliaia di dipendenti. «Torno indietro di 58 anni, – ammette l’industriale veronese – sono presidente nazionale produttori pasta fresca ma ricordo bene quando partii come Valerio, in un piccolo laboratorio. Felice di essere qui a rendere un omaggio a un collega che fa prodotti eccezionali». E il signor Rana, come regista la pubblicità televisiva, è stata ovviamente la star dell’inaugurazione.

Dopo le parole di elogio dell’assessora al commercio, Paola Baldari, che ha sottolineato come «il coraggio di Valerio deve essere esempio per gli altri operatori commerciali», ecco quelle della direttrice del mercato, Nella Benfatto: «Nulla si improvvisa, tutto si programma e questo è un primo passo per riportare il mercato ai vecchi fasti. La potenzialità, artistica, turistica e commerciale è enorme. Valerio Chiesa oltre ad essere già un orgoglio per tutti noi, troverà altri che seguiranno il suo esempio». L’imprenditore Roberto Pedon, sta defilato. Ma si tratta del secondo più grosso esportatore di pasta al mondo dopo Barilla, che ha attività di ristorazione a Manatthan con il figlio. «E’ un bel giorno per Valerio, che esorto a non accontentarsi.

Sia questo il primo passo per creare una grande azienda di gourmet, con prodotti qualificati non solo per i livornesi o qualcuno del jet set, ma pensare di raggiungere mete ancora più ambiziose che vadano oltre i successi parziali già ottenuti».

 

 

 

 

 

 

 

 

Prof. Pasquale Lettieri
Critico d’arte