I CONSIGLI DI MARK ROTHKO PER INSEGNARE L’ARTE AI BAMBINI

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Mark Rothko non ha certo bisogno di presentazioni. L’artista è famoso in tutto il mondo per le sue grandi tele a campi di colore che , come molti dicono, “riuscirebbe a fare anche un bambino” . Tuttavia in pochi sanno che l’arte dei bambini Rothko la conosceva ( e apprezzava ) molto, perché per 20 anni è stato professore d’arte assegnato ai ragazzi tra i 3 e i 14 anni presso la Brooklyn Jewish Center.  Tra i banchi di scuola lo chiamavano “Rothkie” perchè era il ” membro più affettuoso e gentile dell’intero corpo insegnanti” ha dichiarato l’ex studente Martin Lukashok alla redazione di Artsy.

Prima di lasciarci l’artista ha realizzato una serie di scritti incompiuti (risalgono al 1934) , conosciuti come “New Training for Future Artists and Art Lovers” e “The Scribble Bible” in cui raccoglie le sue tecniche e teorie di insegnamento. Arsty ne ha estrapolato 5 consigli. Ve li riportiamo qui di seguito.

#1 Spiega al bambino che l’arte è una forma di espressione semplice e spontanea come il linguaggio, la scrittura o il canto.

Mark Rothko pensava che chiunque fosse in grado di fare arte, anche senza un talento innato o degli studi pregressi. L’arte è solo una forma elementare di espressione che come le altre è parte fondamentale dell’ “esperienza umana”. Per l’artista fare arte è la capacità (innata) di tradurre le proprie emozioni in “esperienze visuali” che tutti riescono a capire. “I bambini hanno idee ed emozioni che cercano costantemente di comunicarci nelle più diverse maniere, piangendo, ridendo, disegnando, giocando. Questo sforzo significa fare arte e ai bambini riesce naturalmente, con meno fatica rispetto agli adulti. Per questo bisogna coltivare e stimolare questo istinto fino dalla tenera età”.

#2 Non sopprimere la creatività del bambino con l’insegnamento tecnico e teorico.

La capacità espressiva dei bambini è potente ed innata, ma anche molto fragile. Quando gli insegnanti assegnano compiti con parametri tecnici o contenutistici molto rigidi, la creatività può trasformarsi velocemente in semplice conformismo. “Il fatto che ci approcciamo all’arte come prima cosa attraverso il disegno e i colori è già di per se accademico”. Per proteggere la creatività dei suoi studenti Mark Rothko li invitava ad utilizzare qualsiasi tecnica, mezzo o utensile presente nel laboratorio, senza alcuna consegna prestabilita. “Con velocità e in maniera sorprendente le loro idee diventavano visibili e facilmente intellegibili”. Questa tecnica basata sulla flessibilità, incoraggia i bambini a sperimentare, scegliendo e definendo col tempo un personale e inconfondibile stile artistico. “Non insegniamo la tecnica, ma la capacità di individuare le idee e comunicarle”.

#3 Organizza mostre aperte al pubblico con i lavori dei ragazzi, per aumentare la loro sicurezza.

“Non sono mai stato bravo in arte, ma Rothkie mi faceva sentire come se stessi facendo qualcosa di incredibilmente importante e bello” afferma un ex studente. Per Rothko il compito e la responsabilità primaria di un insegnante è accrescere la sicurezza in se stessi dei propri alunni. Per far questo organizzava costantemente mostre pubbliche esponendo i lavori dei suoi studenti, inclusa una nel 1934 presso il Brooklyn Museum. Non solo, nella sua prima mostra ufficiale volle inserire alcuni lavori dei suoi ragazzi, che vennero esposti proprio accanto ai suoi. “Questo oltre a rafforzare la self-confidence dei ragazzi, aiuta il mondo a capire le potenzialità dell’arte e dell’espressività dei più piccoli. Il mio obiettivo è sempre stato mostrare alla critica che la componente più importante per fare arte è l’intensità emotiva”.

#4 Utilizza l’arte contemporanea per avvicinare i ragazzi alla storia dell’arte, poi vai indietro fino a quella antica.

Da dove iniziare l’insegnamento della storia dell’arte? Per Mark Rothko la risposta è chiara: dall’arte contemporanea ( ai tempi dell’artista si trattava di Modernismo). Attraverso l’arte contemporanea i bambini possono imparare attraverso opere e artsiti che sono più vicini al loro modo di essere e al loro linguaggio. “Questo crea una rapida connessione tra i bambini e la storia dell’arte, e per loro sarà più facile interessarsi e capire i periodi precedenti”. Ma attenti, l’insegnamento della storia dell’arte non deve assolutamente interferire con la libertà espressiva (vedi punto 2). ” Bisogna sempre evitare che i lavori degli studenti si omologhino o peggio scimmiottino le opere che vedono nei musei o nei libri di testo”.

#5 Lavora per formare menti creative, non figure professionali.

Oltre a stimolare la spinta creativa, i bravi insegnanti d’arte aiutano gli studenti a diventare più confidenti, empatici, aperti e collaborativi, formando così degli “adulti migliori”. “Il nostro compito non è creare artisti o curatori, ma formare adulti capaci di ascoltare, capire ed apprezzare le forme di espressione che lo circondano. La mia speranza è che i miei studenti continuino per tutta la loro vita a carpire la bellezza che li circonda”.

Mark Rothko stesso non è rimasto impermeabile a quello che lo circondava. Prima di intraprendere la carriera di insegnante lo stile dell’artista era prettamente figurativo, dipingeva paesaggi, ritratti, scene della quotidianità. Al concludersi della sua carriera il suo stile era totalmente cambiato e qui torniamo ai campi di colore vivido che tutti conosciamo e che l’artista sperava potessero essere compresi da adulti come dai bambini.