Elena Aceto di Capriglia ai Diversity Media Awards

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13315276_1010832365659062_5766305364904890031_nGli ospiti dal mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura c’erano davvero tutti.

La serata charity che ha decretato i vincitori della prima edizione dei Diversity Media Awards 2016, iniziativa voluta e organizzata dall’associazione no-profit Diversity, presieduta da Francesca Vecchioni, è stata un successone

Le votazioni online hanno decretato i vincitori per ciascuna delle 8 categorie, premiando i media (tv, radio, web, cinema, pubblicità) e i personaggi che nel 2015 hanno contribuito ad una rappresentazione valorizzante delle persone e delle tematiche LGBT.

Laura Pausini è la vincitrice del premio Personaggio dell’anno 2015: “Devo dire grazie a tutti voi, devo dire grazie a chi, tutti i giorni, crede nell’amore, devo ribadire ancora una volta che essere differenti dagli altri è una grande virtù e non bisogna mai avere paura secondo me di mostrare proprio quello, quello che voi credete che possa essere il punto debole – è proprio il punto forte. Sono molto emozionata e onorata di ricevere questo premio. Vi ringrazio per avermi dato questa fiducia: semplicemente non mi voglio far paladina di un discorso particolare, voglio cantare l’amore, e quindi cantare tutti noi. Eccolo qui. Grazie mille a tutti, a voi che siete seduti davanti a noi e alle persone che ci guardano su internet, a tutti quanti. Grazie a Francesca. Grazie a voi.”, ha dichiarato emozionata Laura.

Pinocchio trionfa per la categoria Miglior Programma Radio, ritirano il premio La Pina, Diego e Valentina, mentre Costantino della Gherardesca è premiato da Vladimir Luxuria per il vincente Pechino Express, Miglio Programma TV per il 2015. Ruoli invertiti invece per la premiazione della Miglior Serie TV Straniera: è Costantino a premiare Grey’s Anatomy, premio ritirato dall’AD di Disney Italia, Daniel Frigo, che riceve anche l’encomio per Buone Feste dalla Famiglia Frozen, giudicata dal pubblico la Miglior Campagna Pubblicitaria.

Doppio riconoscimento per Ivan Cotroneo, che ritira la statuetta per il Miglior Film Italiano, con Io e Lei, e torna sul palco con tutto il team di È’ arrivata la felicitภche si è aggiudicato la vittoria per la Migliore Serie TV Italiana. Dal mondo del web emerge 10percento Badhole, la miniserie vincitrice del premio Miglior Produzione Web.

In sala, accanto ai vincitori e agli ospiti che hanno preso parte alla premiazione, tanti personaggi dal mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport: tra gli altri la Senatrice Monica Cirinnà, Beppe Baresi, Massimo Moratti, Roberto Vecchioni, Malika Ayane, ma anche i rappresentati delle aziende che hanno sostenuto e supportato i Diversity Media Awards, come Luca de Gennaro, Paola Marazzini Agency Director di Google Italia, e Sarah Kate Ellis President & CEO di GLAAD.

One Magazine ha incontrato Elena Aceto di Capriglia, in rappresentanza del brand Cosmeceutico Miamo, prodotto da Medspa, una delle aziende che si è riconosciuta nella filosofia dell’evento e che ha partecipato portando tematiche e valori di grande interesse.

Spesso pensiamo ai prodotti specifici per uomo e per donna, siamo bombardati da messaggi che seducono senza mezzi termini, al fine di convincerci sulla specificità di certe formulazioni, e inconsapevoli, stiamo già commettendo una discriminazione.

La dottoressa Aceto di Capriglia spiega perché Miamo ha sempre lavorato per il benessere della pelle a 360 gradi: dalla cura dell’acne giovanile ai danni del sole, dall’anti age alla luminosità del tessuto, il tutto secondo la filosofia dell”Healthy Skin System. Un team giovane, quello di Miamo, e un progetto di famiglia: direttore scientifico è infatti la figlia Camilla D’Antonio, mentre le iniziative di management aziendale e di marketing del prodotto sono curate dal figlio Giovanni d’Antonio.

La cosmeceutica entra nella filosofia diversity. Come le è venuta l’idea?

Volevo assolutamente far capire a tutti che Miamo cura la pelle a 360 gradi. E volevo affermare che come azienda e come donna odio le discriminazioni e ritengo che tutti debbano essere liberi di poter esprimere se stessi nella vita di relazione, nel lavoro, nelle ideoligie. Noi in primis come azienda non abbiamo mai pensato a prodotti per uomo o per donna. La pelle è una.

La pelle, per sua affermazione, non ha sesso, eppure il mercato prolifera di prodotti specifici per i due sessi. Possibile che dietro ci sia soltanto il marketing?

La pelle tra uomo e donna ha la stessa struttura e composizione di base, ma differisce nella fisiologia a causa della secrezione ormonale. I prodotti della Miamo sono formulati con dei principi attivi puri, quindi possono essere utilizzati sia dagli uomini che dalle donne, indifferentemente e con risultati eccellenti per ambo i sessi.

Lei che è oltre a una donna d’impresa, anche una donna sensibile alle tematiche sociali, che ruolo assegna ai charity?

Un ruolo molto importante! Penso che le persone che nella vita stanno meglio, debbano aiutare quelli meno fortunati. Il benessere non può non passare attraverso la consapevolezza della propria fortuna e che essa debba essere inserita in un sistema circolare: penso i charity abbiano un ruolo importantissimo: arrivano, dove lo Stato non arriva!

Eventi come questo si rivelano spesso anche delle buone chiavi comunicative per trasmettere i valori di un’azienda. Quali sono  valori di Miamo?

Efficacia, tollerabilità, concentrazione, purezza. Dimentichiamo per un momento che stiamo parlando di prodotti per la pelle e applichiamoli alla vita di tutti i giorni. Inconsapevolmente stiamo già lavorando per un mondo migliore!